[de]composer Studio

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George Heymont parla della nostra musica. Little Block of Cement. 57th San Francisco International Film Festival Golden Gate Award Competition Official Selections

Lo scorso aprile abbiamo partecipato al 57º Festival del Cinema di San Francisco. Con piacere leggiamo una menzione molto positiva di George Heymont sulla nostra musica. Lui scrive su The Huffington Post

Ecco il testo e i Links:

Navarrete’s short has its ups and downs, but what is never in question is the quality of Carlos Mora’s cinematography and Carlo Marchionni’s musical score. Here’s a teaser:

[Link] George Heymont

 

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http://old.sffs.org/content.aspx?catid=22,37&pageid=3770

Little Block of Cement. 57th San Francisco International Film Festival Golden Gate Award Competition Official Selections

Abbiamo partecipato al 57º Festival del Cinema di San Francisco. Ciò ci fa molto piacere.

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http://old.sffs.org/content.aspx?catid=22,37&pageid=3770

PREMIERE : [DE]COMPOSER ETUDES SIMPLES IV – LEO

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Il y a parfois des projets musicaux qui justifient à eux seuls tout le temps que l’on consacre à écrire et développer notre projet All In Electro, qui nous mettent des claques dès la première écoute et nous bouleversent pendant un bon moment. C’est d’un de ceux là dont on va vous parler maintenant : [De]composer.

Porté par les italiens Carlo Marchionni et Agostino Ticino, Decomposer est le lieu de leurs expérimentations électroniques, où les bruits organiques se mêlent aux instruments live le tout enregistré dans une optique de composition et de [dé]composition. Ils sortent chez Visionary Mind Records leur nouveau projet Etudes Simples, un EP composé de cinq morceaux créés à partir d’un processus de distillations de morceaux légendaires issus du passé. Les artistes le revendiquent, aucuns des sons n’a été produit par eux, ce sont des samples issus de morceaux classiques, jazz, électroniques qui viennent écrire une histoire commune sous la houlette de Decomposer et ceci dans 5 thématiques différentes pour chacun des morceaux.

Bill : « Quand le bruit devient libre »
Aleksej « Du piano à l’espace »
Erik « Lorsque les textures se mettent à parler »
Leo « D’une ancienne mélodie à un nouveau son »
Paul « Les percussions peuvent-elles chanter »

Decomposer utilise pour chacun des titres des samples de morceaux classiques sublimes qui selon l’importance de leur utilisation donnent leur nom au morceau, c’est par exemple le cas de celui qui nous aura le plus marqué ‘Leo‘.

C’est pourquoi nous vous offrons en exclusivité l’écoute des ‘Etudes Simples IV – Leo’. Les artistes ont ici voulu expérimenter l’utilisation de mélodies classiques dans un morceau électronique par le biais notamment des morceaux A. Glazunov ‘Violin Concert in A minor, Op. 82′, Johann Nepomuk Hummerl ‘Piano Concert in A minor (44)’, Leo Brouwer ‘Etudes Simples’ qui vous l’aurez compris est l’influence majeure de ‘Leo’.

Plongez sans encombre dans ce morceau phare de l’EP qui vous emportera dans les hautes sphères de l’Electronica, les volutes de musique classique se mêlant à la perfection avec les sonorités électroniques parfois à la pointe d’une Acid Ambient envoûtante et la rythmique qui accompagne le tout dans un morceau qui ne laisse personne indemne et encore moins de marbre, vous avez notre parole.

 

Sometimes there are musical projects alone that justify all the time we devote to write and develop our project All In Electro, that put us smack from the first listen and we keep amazed for a while . This is one of those out there that we will talk to you now : [De]composer. Created by Italians Carlo Marchionni and Agostino Ticino , Decomposer is the place to call their electronic experiments , where organic noise melts with live instruments recorded in an proccess of composition and [de]composition. They come in Visionary Mind Records with their new project Etudes Simples, an EP consisting of five pieces created from a process of distillation of legendary songs from the past.

That is why we offer you the premiere of ‘ Etudes Simples IV – Leo’. The artists wanted to study the use of classical melodies in an electronic piece through particular tracks A. Glazunov ‘Violin Concert in A minor , Op 82′ , Johann Nepomuk Hummerl ‘Piano Concert in A minor (44)’ and Leo Brouwer ‘Etudes Simples’ you ‘ll understand is the major influence of ‘ Leo’.

Dive safely in this masterpiece that will take you into the higher realms of Electronica, the scrolls of classical music mingling perfectly with electronic sounds sometimes to the point of an Acid Ambient mesmerizing and drums that accompanies all in a track that leaves nobody unscathed and even less cold, you have our word.

 

Trento Film Festival

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Siamo nel 1952. Amedeo Costa di Rovereto, professione imprenditore con marcato interesse verso il mecenatismo e il volontariato, occupava a Milano la poltrona di Consigliere Centrale del Club Alpino Italiano e, dal 1953, di vice Presidente Generale. Assunse in questa data la responsabilità dell’organizzazione logistica della grande spedizione italiana al K2. Dal 13 al 21 settembre del 1952 si tenne a Trento, in coincidenza con le celebrazioni dell’80° di fondazione della Società Alpinisti Trentini – la gloriosa Sat -, il 64° Congresso Nazionale del Cai. Fu durante l’organizzazione di questa manifestazione che proprio ad Amedeo Costa si accese la lampadina della creatività. Da quel bagliore nacque un’idea geniale che dopo 60 anni brilla ancora, più vivida che mai: il Festival di Trento del Cinema di Montagna.

A dire le cose come stanno, già nel 1946 si era costituita in seno al Cai una Commissione Centrale per la cinematografia alpina presieduta da Guido Maggiani di Torino. È di quell’anno il “Primo Concorso nazionale di Cinematografia alpina a passo ridotto”, senza dubbio l’antesignano del Festival di Trento. Dei venti film in concorso molti erano prodotti dal Cai-Uget di Torino, dall’Ical di Erba, dalla Sezione di Milano. Il primo premio toccò a Botanica a corda doppia del Cai-Uget. Virtuosismi dello sport bianco fu considerato il miglior film sulla tecnica dello sci. Acque fu il miglior documentario. Scuola di roccia a Merano il migliore fra quelli a 8 millimetri.

Dall’anno seguente il Cai organizzò nelle varie città d’Italia proiezioni di film alpinistici. Nel 1948 si propose anche l’Istituto Luce con un parco-noleggio di dodici film di montagna. Altre pellicole, intanto, venivano distribuite dal Cai-Uget e dalle Sezioni di Milano, Treviso e Roma. Nel 1951 la direzione centrale del Cai riorganizzò la propria Commissione cinematografica, scelse Torino come sede (in seguito si trasferì a Milano) e la Presidenza, purtroppo breve, fu affidata ad Ettore Giraudo e poi ad Enrico Rolandi. Si pensò che la cinematografia di montagna poteva contribuire a diffondere gli ideali del Cai. Sorse una prima modesta cineteca con l’intento di procurarsi film di ambientazione alpina e proiettarli nelle Sezioni e negli ambienti alpinistici in genere.

A questo punto, coadiuvato dal fido Rolandi, si inserisce Amedeo Costa, uomo Cai per eccellenza e con il dono dell’operatività trentina. Alla Sat, che si era assunta l’organizzazione del 64° Congresso del Cai, fece una proposta: indire per l’occasione una rassegna di film di montagna. Fu così che Costa “inventò”, con l’aiuto di alcuni suoi amici, il Festival del Cinema di Montagna “Città di Trento”. Sullo storico manifesto della neonata Rassegna si legge “C.A.I. FILM – Primo Concorso Internazionale della Cinematografia Alpina a passo ridotto. Trento 14-18 settembre 1952”. Era nato il primo festival del genere al mondo, secondo come nascita solo a quello di Venezia. Si costituì subito un comitato direttivo composto da Amedeo Costa Presidente, Sergio Tei vice Presidente, Enrico Rossaro Segretario-Direttore, Mario Pedrotti, Remo Pedrotti, Ettore Scotoni, Enrico Stefan e Giovanni Strobele Consiglieri. Non mancò la diretta ed entusiastica partecipazione del Comune di Trento. Fu un colpo grosso l’accoppiata con quest’ultimo. Senza togliere nulla a nessuno ci chiediamo ancora: quale città italiana, quale provincia italiana, quale regione italiana avrebbero potuto garantire al Cai un matrimonio così proficuo, leale, fedele e duraturo? È vero che il Festival è una affiliazione del Cai (che, peraltro, lo ha sempre sostenuto sia economicamente che attraverso i suoi tecnici), ma va sottolineato che senza un “padre” quale il Comune di Trento e un “nonno” quale la Provincia autonoma, il Festival – probabilmente – non avrebbe avuto vita lunga per scontati problemi economici.

Torniamo al 1952. Trovata l’idea bisognava passare alla fase organizzativa ed artistica, poi al traguardo più spettacolare, quello delle proiezioni di film di alpinismo e di montagna in genere. Rolandi andò a Parigi ad incontrare Samivel (pseudonimo di Paul Marcel Gayet-Tancrède), quindi si mise in contatto diretto con alpinisti-registi di Innsbruck, Monaco e Zurigo che l’intraprendente Costa invitò a Trento. Erano pochi, a dire il vero, ci stavano sulle dita di una mano quelli con una buona esperienza, fra cui l’atletico attore-alpinista gardenese Luis Trenker (che non presentò alcun film), il romantico e fantasioso alpinista-scrittore-regista vicentino Severino Casara (presente con Il Campanile più bello del mondo e Le imprese di Emilio Comici), l’ottimo operatore e regista bolognese Mario Fantin (con Abecedario di pietra) e il regista-scrittore-disegnatore francese Samivel (in concorso con Cimes et merveilles).

Gli altri, forse meno noti seppur bravi, erano l’austriaco Theo Hörmann presente addirittura con tre film; il belga J. Jongen; i francesi Roger Frison Roche, Gorge Strouvé, J.J. Languepin, Jean Michelon e Guy Poulet oltre al già citato Samivel; gli italiani Fosco Maraini, Vincenzo Gatti, Adriano Zancanella, M. Alberini, Renato Gaudioso, Rizzotti-Depaoli, Giuseppe Marzani, Leone Donò, Renzo Zampiero, Gastone Capitano, Ghedina-Menardi oltre alle tre case di produzione Incom, Dolomiti Film, Solaria Film e ai già menzionati Trenker, Casara e Fantin. Il Presidente Boni della Sat mise a disposizione un po’ di fondi; il vice Sindaco Ducati “fu largo di incoraggiamenti” e la cronaca non dice altro, ma pensiamo fossero “incoraggiamenti” in carta moneta; alle proiezioni parteciparono massicciamente i cittadini di Trento e parecchi giunsero dai paesi vicini tanto che l’avvenimento fu definito testualmente “meraviglia delle meraviglie”.

Il battesimo doveva aver luogo nel più bel salotto di Trento, il Teatro Sociale. Invece i film furono proiettati “in un cinematografo di periferia”, l’Astra, che oggi non è proprio in periferia. Solo nel 1955 si passò al Teatro Sociale dove il Concorso divenne Festival e lì restò fino al 1987. I festeggiamenti furono impreziositi da prodotti tipici di quella terra: un ottimo bianco démi-sec e “un corposo teroldego d’annata da accompagnare a un piatto di “carne salada”. Il tavolo della frutta non poteva che essere “ricolmo di squisite mele del trentino”. Il Sindaco Nilo Piccoli e la sua Amministrazione accettarono senza indugio la nuova paternità e mamma Cai ne fu felice. Va detto, sfidando i sorrisi di qualche scettico, che quel matrimonio fu d’amore vero – per la montagna – e non ha, a tutt’oggi, segni di cedimento.

L’edizione del 1952 fu subito un successo. Parteciparono sette nazioni con 39 film. Il celebre ed eclettico Samivel strappò la corona del vincitore con il suo fantastico Cimes et merveilles. Nel 2011 i film giunti a Trento furono 325 provenienti da ogni angolo del mondo. Da allora il TrentoFilmfestival (denominazione e logo recenti) ha ricevuto la bellezza di circa 7000 filmati. La sua cineteca è ricca di circa 3000 titoli, molti dei quali (se forniti di liberatoria), possono essere prestati alle Sezioni Cai o a Enti pubblici e privati per le loro serate (a fronte di un modesto contributo spese).

Alla sua guida si sono succeduti finora 18 presidenti (Costa, Biondo, Franceschini, Belli, Morghen, Benedetti, Chabod, Spagnolli, Zecchinelli, Tononi, Priotto, Goio, Bramanti, Sottile, Visintainer, Zandonella, – che ha il record della più lunga presidenza: 6 anni, due mandati, il secondo su proposta del Comune di Trento – quindi Bonapace e, dal novembre 2011, De Martin; 17 Vice Presidenti (Tei, Belli, Costa, Chabod, Benedetti, Spagnolli, Zecchinelli, Tononi, Priotto, Goio, Bramanti, Visintainer, Caola, Andreaus, Zandonella, Cembran, Bozza). Da Spagnolli in poi (cioè dal 1970 e fino al 2002) i vertici si sono alternati alla guida del Festival con il sistema di un anno un uomo del Cai, l’anno dopo uno del Comune di Trento. Inoltre ci sono stati: 3

segretari-direttori (Rossaro, Preve, Grassi), 5 direttori (Grassi, Zanotto, Bozza, Cembran e, dal 2011, Luana Bisesti, la prima “quota rosa” del Festival), 1 direttore unico (Cassarà), 2 direttori organizzativi (Bombarda, Golin), 2 direttori artistici (Biamonti nel 1987 e Nichetti dal 2005 al 2010). Esclusi i primi tre anni e nel 2002 i vice Presidente (due dal 1959 al 1967; uno negli altri anni) hanno affiancato il Presidente. Nel 1972 il Festival non venne effettuato perché si passò dalla realizzazione autunnale a quella primaverile.

Lo squadrone si allarga ancora se si considera la partecipazione, diluita negli anni, di circa 490 Consiglieri e 120 Revisori dei Conti (nessuno fino al 1954, addirittura 5 nel 1955, uno solo nel 1977-78, nessuno dal 1979 al 1983, poi di norma 3). Dal 1954 ad oggi ha lavorato per il Festival uno stuolo di preziosi Collaboratori (alcuni dei quali passati alla storia per l’intraprendenza, la professionalità e la capacità organizzativa ed artistica) fra cui: responsabili e addette alla Segreteria, amministratori, tecnici, responsabili di settore, numerosi giornalisti passati per l’Ufficio Stampa, circa 300 esperti della Commissione di Selezione, 148 membri della Giuria Internazionale con nomi, tanto per fare un esempio, del calibro di Dino Buzzati, Giulio Cesare Castello, Fernaldo Di Giammatteo, Maurice Herzog, Marcel Ichac, Fosco Maraini, Giuseppe Mazzotti, Ermanno Olmi, Samivel, Christophe Profit, Patrick Berhault, Bruno Bozzetto, Claudio G. Fava, Stefan Glowacz, Toni Hiebeler, Kurt Diemberger, Maurizio Nichetti, Maurizio Zaccaro, Siba Shakib, Piera Detassis, Marianne Chaud… e tanti altri professionisti entusiasti del Festival.

Molti pensano che Montagnalibri, fiore all’occhiello del TrentoFilmfestival, la più grande rassegna mondiale di libri di montagna, sia nata verso la fine degli anni Ottanta del Novecento. In realtà la si organizzò la prima volta già nel 1956 in grande stile con la presenza di 99 case editrici da 11 nazioni con 675 volumi. Un successone per essere una novità assoluta. Una primogenitura di tutte le manifestazioni del genere in Italia e nel mondo. Purtroppo dopo qualche edizione la mostra cessò per limiti di budget e riprese con maggior successo soltanto nel 1987. Nel 2006 sono giunte 815 novità editoriali e 110 periodici, presentati da 390 editori provenienti da 27 paesi. Nel 2007 erano presenti 900 novità editoriali presentate da 400 editori di 30 paesi e 110 periodici. Nel 2008 i libri erano 1040 di 400 editori provenienti da 29 paesi; 112 i periodici. Un numero che si è stabilizzato. Poi, più o meno, la quota è rimasta quella. Gli “Incontri con l’Autore” sono sempre stati momenti di grande spessore e curiosità.

 

A partire dalla seconda metà degli anni ’90 si fanno più stretti i contatti e gli scambi con il Comune di Bolzano. Oltre a delle serate di proiezioni anche MontagnaLibri viene allestita nel mese di settembre all’interno di alcuni spazi messi a disposizione dal Comune. La collaborazione viene ufficializzata a partire dal 1998 anno in cui il Comune di Bolzano si aggiunge ai due soci fondatori, Cai e Comune di Trento. A partire da questa data, oltre ad avere una propria rappresentanza nel consiglio direttivo del Filmfestival, la città di Bolzano ospita nel mese di settembre l’edizione “autunnale” del TrentoFilmFestival con un proprio programma di incontri alpinistici e letterari, maratone di lettura, mostre fotografiche, oltre alla Rassegna internazionale dell’editoria di montagna che oggi trova collocazione nella centralissima Piazza Walther.
Infine le Mostre. Memorabili quelle dedicate all’Everest, al K2, ai Poli, ma non si possono dimenticare quelle con la partecipazione di pittori, scultori, fotografi, viaggiatori, ecc., o allestite a memoria di illustri personaggi della cultura alpina o ai mille temi che, via via nel tempo, hanno riempito le sale della città. Un cenno particolare meritano le indimenticabili tavole rotonde, organizzate per lo più in collaborazione con il Club Alpino Accademico Italiano, una ventina delle quali raccolte in preziosi Atti. Le rinomate e sempre attraenti “Retrospettive” hanno arricchito non di poco le varie edizioni.

Un’ultima nota: nel corso degli anni sono “passati” per il Festival i più bei nomi dell’alpinismo e della cultura alpina; impossibile elencarli tutti se non ricordare almeno alcuni “uomini degli Ottomila”: Herzog e Lachenal dell’Annapurna; Tenzing e Hillary dell’Everest; Buhl del Nanga Parbat; Lacedelli e Compagnoni del K2; Tichy del Cho Oyu; Terray e Couzy del Makalu; Diemberger del Broad Peak e del Dhaulagiri. Poi gli uomini del Gasherbrum IV, il quasi 8000 che la spedizione del Cai conquistò nel 1958 (con Cassin capo spedizione e Bonatti e Mauri in vetta). La spedizione fu ricevuta in pompa magna alla Stazione Ferroviaria di Trento e accompagnati da due ali di folla festante fino al Teatro Sociale con una grande fiaccolata. Nella serata del 9 ottobre 1959 (allora la manifestazione era autunnale) il Festival commemorò solennemente la conquista del Cerro Torre – non erano ancora scoppiate le ben note polemiche – presente Cesare Maestri e la Madre di Toni Egger alla quale venne consegnato un trofeo in ricordo del figlio tragicamente perito durante la discesa dall’ “urlo di pietra”.

Non sono riusciti a sottrarsi a Trento una moltitudine di piccoli, medi, grandi e grandissimi alpinisti e poi uomini di varia cultura, attori e attrici, arrampicatori, esploratori e uomini che hanno fatto dell’avventura il loro pane quotidiano. Alcuni mitici personaggi – Erich Abram, Riccardo Cassin, Bruno Detassis, Kurt Diemberger, Sergio Martini, Chris Bonington, Pierre Mazeaud, Cesare Maestri, Armando Aste, Walter Bonatti, Roberto Sorgato – sono diventati Soci Onorari del Festival. Idee, novità, creatività, ad onor del vero, non sono mai mancate alle “squadre” del passato, ampliate e migliorate negli ultimi anni con la direzione artistica dell’attore e regista milanese Maurizio Nichetti e da due anni sotto l’esperienza e la capacità di Luana Bisesti, un vero “prodotto interno” del festival.

Italo Zandonella Callegher
Past president del TrentoFilmfestival

Ann Arbor Film Festival

 

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Little Block of Cement with Disheveled Hair Containing the Sea | 52nd Ann Arbor Film Festival

 

The Ann Arbor Film Festival is the longest-running independent and experimental film festival in North America, established in 1963. Internationally recognized as a premiere forum for independent filmmakers and artists, each year’s festival engages audiences with remarkable cinematic experiences. The six-day festival presents 40 programs with more than 180 films from over 20 countries of all lengths and genres, including experimental, animation, documentary, fiction, and performance-based works. (50th AAFF program guide).

For its first four decades, the festival solely exhibited works finished on 16mm. The AAFF remains committed to the exhibition of this medium among other formats including expanded cinematic forms.
Thousands of influential filmmakers and artists have exhibited early work at the AAFF, including Kenneth Anger, Agnes Varda, Andy Warhol, Gus Van Sant, Barbara Hammer, George Lucas, Les Blank, Matthew Buckingham, and James Benning.

In addition to exhibiting over one hundred new films in juried programs each year, the AAFF presents filmmaker retrospectives, gallery installations, panel discussions, historic and thematic surveys and contemporary artist programs.
Recent retrospectives have featured the films of Bruce Baillie, Chick Strand, Omar Amiralay, Bruce Conner, Pavel Medvedev, Matthias Müller and Toshio Matusmoto.
Artists recently presenting programs of their works at the AAFF have included Telcosystems, Duke & Battersby, Phil Solomon, Naomi Uman, Nicky Hamlyn and Wang Bing.

The Ann Arbor Film Festival receives more than 2,500 submissions annually from more than 65 countries and serves as one of a handful of Academy Award®-qualifying festivals in the United States. Our awards program presents more than $20,000 in cash and film stock/services to filmmakers.

The AAFF is a pioneer of the traveling film festival tour and each year presents short film programs at more than 35 cinematheques, universities, museums and artist-run centers in the U.S., Canada and Europe. The festival began publishing DVD anthologies in 2008, and has produced four DVD collections with award-winning works available for home and educational viewing. The AAFF also presents and partners on events throughout the year, which have included screenings with the Ann Arbor Summer Festival, University of Michigan Museum of Art (UMMA) and Museum of Contemporary Art Detroit (MOCAD).

The AAFF is a 501(c)(3) non-profit organization sustained by the generous support of donors and membersfoundations and sponsors and enthusiastic audiences. The 51st Ann Arbor Film Festival takes place March 19 – 24, 2013.

 

Written, Directed and Produced by: Jorge López Navarrete

Executive Production: Cristina Martínez
Production Direction: Carlos Enríquez
Photography Direction: Carlos Mora
Sound Direction: Cristina Arias
Mare: Kinara
Mare Trainers: Carlos Larrea
Ernesto Loza
Dog: Tomi
Dog Trainer: Aníbal Sagñay
Music: Carlo Marchionni (Decomposer Studio)
Additional Music:
Composer:
Performed by:

Music Director: ”Tired feet”
Ricardo Mendoza
“Galápagos” Brigade Band of Riobamba
Pedro Llangari
Ending theme performed by: Bernat Font
Image Postproduction: Gema Briones
Sound Postproduction: Rodrigo Villanueva
Credits: Dosdecadatres
Unit Driver: Ramiro Egas
Tutor: Gonzalo de Lucas
Poster Sculpture: Pablo Gamboa Santos
Poster Art Direction: Christian López
English translation: Diego Bravo
Web Design: simbiotica.es

 

 

Decomposer w/special guest ROBERT LIPPOK | ‘Etudes Simples op.15’ Album Launch

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Line-up:
Robert Lippok
Decomposer studio
Iketa & Subroute Roots
utero
Peter Bernath & Mesterházy
Berni & eDina

Egy este a Visionary Mind kiadó hangzásvilágának dedikálva. Az eseményen a label legújabb kiadványát jegyző olasz Decomposer duó mutatkozik be és az EP-re remixet is készítő Robert Lippok készül egy különleges live szettel.

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A night dedicated to the soundscapes of the Visionary Mind label. For the occasion Decomposer will present their EP and the legendary Robert Lippok will perform a special live set on stage.

■ ROBERT LIPPOK (raster-noton / DE)

Born 1966 in Berlin/Germany Since his youth, he has been active in different formations as a musician and visual artist. In 1983 founds with his brother Ronald ‘Ornament und Verbrechen’ a platform from which to explore concepts in a wide range of styles—jazz, industrial, electronic—in different media, with a rotating cast of more than two dozen visual artists, sound artists and musicians. The band ‘to rococo rot’ comes together in the 1990s when the brothers call in Stefan Schneider from Düsseldorf. Since 1996 t.r.t. releases have appeared on various labels, among others on Kitty-Yo , City Slang and Staubgold. The band created specific sound recordings for other artists too, such as Olaf Nicolai and Takehito Koganezawa. Robert solo albums – Fallin into Komeit in 2004 and RedSuperstructure in 2011 – fix his name among the gurus of electronic music. During the last decade he performed on many stages for diversified performances, solo or in band (of great success his performances side by side with Ludovico Einaudi, Italian composer, for whom he remixed two tracks).

http://www.raster-noton.net/artists-robert-lippok.42

■ DECOMPOSER (VMR / IT)
https://decomposerstudio.wordpress.com/
https://www.facebook.com/decomposerstudio
https://soundcloud.com/decos

Carlo Marchionni is a talented jazz drummer, sound engineer and composer for cinema and art exhibitions, moving among Italy, Berlin and Barcelona. Agostino Ticino, with long classic guitar studies background, produces electronic music since 2001 in Rome, ranging from OSTs for documentaries to dance music. Decomposer is their experimental place, a reality where organic noise, live instruments and recordings find the way of the digital techniques of composition and dis-composition.

“Etudes Simples, op.15” is a collection of the result of 5 different distillation processes of some legendary pièces of the past.

■ IKETA & SUBROUTE ROOTS (VMR /HU)
http://records.vmind.net/artists/iketa
https://www.facebook.com/iketa12
https://soundcloud.com/iketa
http://records.vmind.net/artists/subroute-roots
https://www.facebook.com/subrouteroots
https://soundcloud.com/subrouteroots

■ UTERO (VMR/HU)
http://records.vmind.net/artists/utero
https://www.facebook.com/pages/Utero/233584170008135
https://soundcloud.com/uter0

■ PETER BERNATH (Plug & Lay, RTS.FM/HU)
http://www.residentadvisor.net/dj/peterbernath
https://soundcloud.com/peterbernath
https://mixcloud.com/peterbernath

■ BERNI & eDINA (Atmosphere Radio Show, Tilos/HU)
https://soundcloud.com/misstica
http://www.mixcloud.com/berni-doffek/
http://banyecska.blogspot.hu/
https://soundcloud.com/hammalma
http://www.mixcloud.com/hammalma

https://soundcloud.com/atmosphere-radio-show/latragediaelectronica

Sound by Mogul Audio

Belépő: 1300HUF elővételben (Trafó jegypénztárában vagy online) // 2000HUF a helyszínen
Entry fee 1300HUF on presale // 2000HUF at the door

Arshake | Tempo Imperfetto Fabrizio Cotognini

Apollo   The Fondazione Filiberto Menna—Centro Studi d’Arte Contemporanea, in collaboration with the Provincia of Salerno and the Comune of Salerno, founding members of the Fondazione, are pleased to announce the project PER AQUAM, by Fabrizio Cicognini, the first installment of the cycle Tempo Imperfetto, curated by Antonello Tolve and Stefania Zuliani. The core-concept of Cotognini’s project for this exhibition, articulated in several installations rigorously site specific, is the sea, conceived as archive and treasure chest of memories, limitless repository of objects and relics coming from a past that water and time, «that mighty sculptor» (M. Yourcenar), transform, conceal, and, sometimes, return back to us. Starting from Desantnik USV50—a model of diving helmet produced in the Soviet Union in the 1920s, and here employed as personal interpretation of Apollo’s bronze head that surfaced in the bay of Salerno—the artist has envisaged an aquatic itinerary that articulates in the Museum’s space. This itinerary aims at offering to the public a series of constructive contradictions, analytical actions, and underwater paths impacting on past and present. Thus, the diving helmet becomes an «artefact of contemporary archaeology», but also a useful «tool» «to travel through the water in search of new archaeological discoveries», of new spells, of new haunting atmospheres. Disseminated through the museum’s collections, there are drawings representing Ichtyomorphs, creatures in the shape of fish, like The Sea Bishop or The Sea Monk, and some glass Dragonflies, water insects symbolising the warrior’s unquenchable disquiet of the spirit. A light up diptych, a light box describing the two «medusas», the mythological Greek monster and the jellyfish (medusa), connects the two floors of the museum. Taken all together, these artworks take part in a process of gentle contamination between themselves and the archaeological artefacts stored in the Museum, tracing an itinerary aimed at celebrating the Tyrrhenian Sea, its hidden treasures, and its culture. Immersion, a sound-track produced in collaboration with the sound artist Carlo Marchionni, acts as a link between the different works of art and propagates through the museum’s space, turning it into a total work of art. The effect is the production of a fairytale-like narrative bridging different moods and languages, to the point of joining together the realm of archaeology with that of contemporary art. During the opening the artist will invite the public to a critical conversation devoted to the discussion of his research and the motives behind the creation of his project for the Salerno’s Museo Archeologico Provinciale. The project Tempo Imperfetto is supported by the DISPAC – Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno e dell’Accademia di Belle Arti di Macerata. Other technical supporters: Associazione ArteXa and Fonderie culturali (The Foundation’s President Prof. Angelo Trimarco), Modula srl and Eusebi Arredamenti. «PER ACQUAM», site-specific project by Fabrizio Cotognini within the project «Tempo Imperfetto», curated by Antonello Tolve and Stefania Zuliani, produced by Filiberto Menna Foundation. Museo Archeologico Provinciale di Salerno (in via San Benedetto, 28). Opening: May 7th, 5p.m., on view from May 8 until June 7, 2014 (tutti i giorni dalle 9,00 alle 19,30, lunedì escluso). http://www.arshake.com/en/tempo-imperfetto-fabrizio-cotognini/

Fabrizio Cotognini per aquam | opening 7 maggio Salerno

 

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Domani a Salerno presentiamo

Fabrizio Cotognini, per aquam, 2014  |

Carlo Marchionni, immersion, 2014 [Sound Art]

Primo progetto del ciclo Tempo Imperfetto della Fondazione Filiberto Menna (Salerno) organizzato nel Museo Archeologico Provinciale di Salerno, a cura di Antonello Tolve e Stefania Zuliani, courtesy Prometeo Gallery (Lucca-Milano), photo | Ciro Fundarò.

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12 Years

 

Fabrizio Cotognini,12 years, video 12:00 min, 2011,1 of 3 copies
Video: Fabrizio Cotognini
Sound-Art: Carlo Marchionni https://decomposerstudio.wordpress.com/

Courtesy of Prometeogallery of Ida Pisani
http://www.prometeogallery.com/

Show at Symbiosis, XV biennale de la mediterraèe, Thessaloniki (Greece)
Show at Symbiosis, XV biennale de la mediterraèe, MACRO, Roma

Miglior Film al Milano Film Festival 2013

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Il cortometraggio PEQUEÑO BLOQUE DE CEMENTO CON PELO ALBOROTADO CONTENIENDO EL MAR di Jorge Lopez Navarrete per il quale ho composto, registrato e mixato le musiche ha vinto il premio Miglior Film al Milano Film Festival 2013.

http://tinyurl.com/psaygmz
https://www.facebook.com/decomposerstudio
http://littleblockofcement.com/

La Giuria del 18° Milano Film Festival, composta dalla rivista di critica cinematografica Uzak, assegna i premi:

Miglior Film a
PEQUEÑO BLOQUE DE CEMENTO CON PELO ALBOROTADO CONTENIENDO EL MAR di Jorge Lopez Navarrete / Spagna / 2013 / HD / 16ʼ
Per l’originale riuso del simbolico legato all’esistenza delle bestie (umane), intorno a cui si muove l’immobile panorama del mondo, vissuto o sognato, impresso in una fotografia livida ed estremamente poetica, in totale magnifica assenza di parole: regno di pure, vibranti immagini.

Grazie Jorge Lopez Navarrete.